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venerdì 27 luglio 2018

Dentro non è fuori



Una semplice analisi ti fa riflettere dall'esterno. Il metro con cui ti misuri è esterno e fisico, quindi fuori.
Misuri la tua insoddisfazione legata al parametro sociale. Chi sei? Cosa fai? Dove vai?  Sono domande con approccio ambivalente. Puoi rispondere che sei il tizio o la tal dei tali, che hai un tot d'anni e che la tua professione è .... e che vai in vacanza, al lavoro o....
Ma se l'approccio alle domande poste è una analisi più profonda interiore, ti guardi da dentro vedi che dentro non è fuori.
Fermiamoci un istante a riflettere, non è facile, abbiamo bisogno di una lunga pausa per accedere a noi.

La lunga pausa ti porta ad incontrarti con la tua mente, la sua velocità di pensiero è superiore a quella della luce, non ostacolarla, osserva i pensieri, guardane la sorgente senza giudizio alcuno e il dentro ed il fuori ti saranno più chiari. La consapevolezza è il cammino che ti porta alla pace.

Questo mondo, con le persone che lo abitano, gli animali, i vegetali, i minerali, è interconnesso. Se crei dolore in una parte del mondo martoriando la Terra, vivisezionando animali, uccidendo persone, impoverendo ogni giorno di più  l'intelletto, questo si ripercuote su ogni essere vivente e si espande nella galassia, nell'universo.

In questi giorni rifletto sui fatti che hanno portato l'umanità al punto cruciale di oggi. La classe dominante, per mantenere i suoi privilegi, ha sempre sacrificato la base, ed oggi che nel mondo si sono raggiunte conoscenze che permetterebbero a tutti di vivere in prosperità, felicità ed armonia questa classe ha creato trappole mortali schiavizzando i popoli, impoverendoli economicamente e culturalmente, perché senza il  disumano sacrificio loro non potrebbero permettersi i lussi, i vizi e le perversioni cui sono dediti. Si avvalgono di servi strapagati per fare il lavoro sporco e una volta usati, li gettano nell'inceneritore dell'indifferenza.

Questo mondo è sordo e cieco, troppo preso dalle falsità, troppo preso a combattere i suoi fratelli, sordo ad ogni richiamo che provenga dal dentro.
Una società proiettata nel fuori.......
La Grecia brucia e tutti ad osservare, a commentare e passata la notizia si torna nel vuoto esistenziale. Ma la Grecia siamo noi, quei morti abbracciati siamo noi. Non possiamo ignorare la distruzione cui ci stanno portando. Noi dobbiamo pensare alla creazione, alla bellezza, non soccombere ai didakt sterili di chi ci usa. Scegliere, saper scegliere è la differenza tra farlo guardando  il fuori e il farlo guardando dentro.

La distruzione non esiste.